Lis n.05 - Febbraio 2017

     
 

IN QUESTO NUMERO

Sì a Fubine Monferrato
Le mozioni e gli ordini del giorno approvati
Una targa contro i totalitarismi e per i diritti umani

SETTE GIORNI IN CONSIGLIO

In apertura della seduta del 14 febbraio, il Consiglio regionale ha commemorato Carla Spagnuolo, unica donna a presiedere l’Assemblea legislativa del Piemonte, nella V legislatura, e  consigliera regionale nella sesta e nella nona, scomparsa il 3 febbraio scorso. L’Assemblea ha poi approvato la modifica della denominazione del comune di Fubine, in provincia di Alessandria, in “Fubine Monferrato”, alcune nomine di competenza e una serie di atti di indirizzo.

PRIMO PIANO

01) Sì a Fubine Monferrato
Il Consiglio regionale ha approvato la modifica della denominazione del comune di Fubine in “Fubine Monferrato”. La richiesta è stata avanzata dal Consiglio comunale, con il parere favorevole della Provincia di Alessandria. Fubine, comune di poco più di 1600 abitanti appartenente allo stato del Monferrato dal 1325, è inserito insieme ad altri Comuni nel territorio del “Monferrato degli Infernot”, dichiarato nel 2014 Patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. 

02) Le mozioni e gli ordini del giorno approvati
L’Assemblea regionale ha poi discusso e votato diversi atti di indirizzo: due per la liberazione del medico iraniano Ahmadreza Djalali, condannato a morte in Iran; una mozione per tutelare l'opera artigiana di eccellenza delle imprese della panificazione e garantire ai consumatori la provenienza del prodotto; quattro ordini del giorno per migliorare la ricezione del segnale Rai in alcune zone del Piemonte; un documento per ribadire la contrarietà al pozzo esplorativo di Carpignano Sesia, nel novarese; e una mozione per far fronte ai danni dell'alluvione dello scorso novembre.

03) Una targa contro i totalitarismi e per i diritti umani
Un riconoscimento all’impegno di chi ha vissuto alcuni dei drammatici episodi della storia del Novecento e ne ha fatto un’occasione di insegnamento per le nuove generazioni. Con questo obiettivo il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, anche a nome del Comitato piemontese per i diritti umani, ha consegnato una targa a Vera Vigevani Jarach per il suo impegno contro i totalitarismi e per i diritti umani. Ebrea italiana, Vera si è rifugiata nel 1939 in Argentina per sfuggire ai campi di concentramento. Qui ha anche vissuto la tragica esperienza delle madri di Plaza de Mayo, in seguito alla morte della figlia Franca negli anni della dittatura militare di Videla.

30/03/2017